Wednesday, April 06, 2005

Paris

Mi trovo a parigi già da qualche mese e questo post quindi dovrebbe essere ormai vecchio. Invece ci è voluto qualche tempo per ritrovare la voglia di pubblicare parzialmente la mia situazione.
Le mie occupazioni degli ultimi mesi tutte concentrate sulla sopravvivenza formale in questa capitale europea della Bellezza non mi sono sembrate interessanti. Non mi sono sentita affatto interessante per questa scelta.
Non c'è molto di bello da raccontare in questa situazione di abbandono di tutte le cose che mi circondavano. Mio fratello ora si fuma da solo la sua canna prima di addormentarsi. La Fra e la Giulia scelgono e cambiano e il mio sguardo non gli tiene dietro. Il Dele si laurea e nel mio corpo il tasso alcolico e di appartenenza al gruppo non si alzerà. Come contrappeso offro l'inevitabile conto in banca, una nuova scheda del telefonino che non so a cosa mi serve, il numero di securité social e un impiego da gelataia. Aggiungo per desiderio di completezza la carta Orange e a un livello più alto Ruggero, Irene, il bilan du film ethnographic e la febbre alta.

Parigi è Tex nuda, senza i suoi scaffali di libri, senza università e senza costruzioni salvavita tutt'intorno. Quindi non ho idea di che cosa essere fiera. Aspetto. Ovviamente non cambio la scelta fatta con dei rimpianti. Nella catena della scelta obbligatoria mi ci sono infilata spontaneamente e non torno indietro per niente al mondo, convinta del fatto che almeno ho scelto la città che a livello urbano si manifesta nella più grande esaltazione della bellezza occidentale!

Vorrei la macchinetta che Rudy ha sequestrato per illustrare di foto e non essere costretta alle parole che non possono dare impressioni diverse da quelle effettive.
Vorrei le immagini per rimpiazzare un espressione che non può non prendere atto della nostalgia e del fatto che a ventidue anni mi manca la mamma come mancava ai bambini piagniucolosi del campo scout.

à bientot